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"Stop al crocefisso in classe"
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Burattinaia

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CITAZIONE (Oaesniuz @ 7/11/2009, 20:40)
Mi pare che il termine fascista venga utilizzato anche per il governo berlusconi,che, è eletto democraticamente dal popolo.

appunto, ma pur dicendolo, una persona con un minimo di obbiettività, sà che un modo di dire, non certo che siamo sotto il fascismo
la parola fascismo è usata come dall'altra parte usano la parola comunista . se vince il centrosinistra arriverà il comunismo :hahah:

CITAZIONE
Visto dal alto della "Scienza Politica" , fascismo, non significa regime dittatoriale di destra senza libere elezioni. Ma, un governo, eletto e no democraticamente che si comporta in modo fascista con tutto ciò che ne consegue: discriminazione razziale-etnica, rastrellamenti, occupazioni permanenti violente,bombardamenti,mianacce, detenzioni di armi ultra pericolose quali la bomba atomica.
Questi sono solo alcuni elementi e, sino a prova contraria Israele li ha tutti.

quindi, secondo questa logica, il 99% degli Stati sono fascisti, perchè, dagli stati uniti alla cina, dall'europa alla russia, dall'africa ai paesi islamici, dall'india al sud america, tutti, tranne piccole eccezioni, fanno quello che fa israele

CITAZIONE
Se dovessi scegliere? Mi suiciderei.

sceglieresti israele, perchè sai benissimo che piu' oo meno potresti fare e dire le stesse cose che fai qui, mentre in iran rischieresti la vita per una vignetta satirica su maometto o se tu su internet scrivessi Ahmadinejad è un figlio di puttana :asd:

CITAZIONE
Stati Uniti e Israele non la useranno mai? Non oggi, non domani e nemmeno dopodomani, ma mai dire mai.

non la usaranno mai perchè la loro popolazione non è dedita al martirio come invece lo sono gli integralisti islamici . nemmeno l'ex unione sovietica lo era, infatti, pur avendone fatte di tutti i colori, mai si sono sognati di usarla

CITAZIONE
NESSUNO deve averla. Nemmeno gli Stati Uniti che tutto sono meno i migliori detentori della bomba atomica.

beh, tutti vorrebbero un mondo migliore

CITAZIONE
Comunque, maiala la madonna ho già risposto: NON c'entra nel crocefisso in SE.

RIPETO: non mi interessano le dichiarazioni - qualsiasi esse siano - di un Filosionista.

potrei andare a ripescare qualche tuo posts dove eri d'accordo con travaglio e le sue accuse a berlusconi :P:

CITAZIONE
Forse, avete saltato a piè pari la storia lurida del sionismo.

esiste forse uno Stato senza dietro una storia lurida?

 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 15:06


Ho dovuto riavviare il pc, vedevo solo simboli strani al posto delle lettere, comunque inutile andare ancora fuori tema.
Qua dentro penso lo sappiano tutti che Travaglio non mi sta simpatico, anzi.
Vien da se che chiunque dica che berlusconi è un mafioso ecc ecc ecc non può che trovarmi d'accordo che c'azzecca?

Ma non è il caso di tornare in tema e di parlare in un altra discussione?

MORIRETE DEMOCRISTIANI....AUGURI..AUGURI..AUGURIIIIII!!!



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Burattinaia

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 00:51


CITAZIONE
Ho dovuto riavviare il pc, vedevo solo simboli strani al posto delle lettere,

:sti: un hacker sionista :brrr: :brrr: :lol:

CITAZIONE (Oaesniuz @ 7/11/2009, 21:22)
Vien da se che chiunque dica che berlusconi è un mafioso ecc ecc ecc non può che trovarmi d'accordo che c'azzecca?

appunto, non c'azzeca nulla, così come non c'azzecca nulla con il crocefisso .... così come dai ragione a travaglio quando dice che berluscoini è un mafioso, potresti dare ragione a travaglio anche sul crocefisso
.. non capisco perco puoi dare ragione ad un filosionista se parla male di berlusconi, mentre nemmeno ti interessa sapere che dice sul crocefisso .... magari, come la pensate allo stesso modo sul berlusca, la pensate allo stesso modo sul crocefisso :hh:

CITAZIONE
Ma non è il caso di tornare in tema e di parlare in un altra discussione?

vabbè, chi vuole puo' sempre ritornare in tema :):

 
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Oaes, sono molto contento che tu abbia citato il caso di luigi tosti. Per il semplice fatto che non lo conoscevo. E quindi, sebbene rapidamente, ho letto qualcosa. E che voglio rileggere meglio. E' questo l'arricchimento che cerco dal forum, non potevi citarlo subito invece di massacrare travaglio? :P:
l'idea che avevo espresso rimane, ma sono contrario all'imposizione del crocefisso

Ridono, ma cosa ci sarà mai da ridere? E' un'assenza di pensiero che non puoi condividere!
Giorgio Canali


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CITAZIONE (CiaoSilvia @ 6/11/2009, 21:10)
Premier: crocefissi restano in aule

La decisione sui crocefissi presa dalla Corte di Strasburgo "non è vincolante" per gli Stati membri dunque "resteranno nelle aule". Lo ha detto Silvio Berlusconi. A decidere, prosegue il premier "è una commissione del Consiglio d'Europa cui partecipano molti Stati che non sono nell'Ue". Dunque la sentenza "non è vincolante e non c'è alcuna possibilità di coercizione per il nostro Paese". Il governo ha dato mandato al ministro Frattini di fare ricorso.
(Infophoto)


se non è una decisione vincolante, perchè fanno ricorso?

ho capito perchè fanno ricorso anche se la sentenza non è vincolante, in pratica il crocefisso rimane, ma lo Stato italiano deve pagare 5mila euro alla persona che ha fatto ricorso alla corte di Strasburgo

la corte europea dei diritti dell'uomo non è un organo dell'UE e inoltre non impone che il crocifisso sia tolto ma stabilisce un risarcimento in denaro ( in questo caso 5000 euro) per chi si sente leso nelle libertà dalla sua presenza nelle scuole

quindi, se il governo italiano perderà il ricorso dovrà dare 5mila euro alla tipa che si è sentita discrimnata per il crecefisso, ma non solo, visto che questa sentenza costituirebbe un precedente, lo Stato italiano dovrebbe pagare 5mila euro a tutti quelli che faranno ricorso per la poresenza del crocefisso nelle aule scolastiche :hahah:

 
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Perchè difendete il Crocifisso e dimenticate gli immigrati? (di Don Gallo)



La decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, all’unanimità, ha ritenuto l’esposizione nella scuola del Crocifisso in contrasto con la convenzione dei Diritti dell’Uomo. Punto e basta.
Non si voleva sottovalutare la importanza delle Religioni, al contrario si vuole assicurare la tutela di ogni diritto religioso. L’Europa, con il voto unanime dei Giudici, ci scuote, a mio avviso, positivamente. Penseremo, anche in questa occasione, che la Corte di Strasburgo sia un covo di Giudici “rossi”?

Articolo di don Andrea Gallo pubblicato su La Repubblica Genova il 6 novembre 2009



L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.
La Libertà religiosa non può non tener conto del rispetto del pluralismo.
I Padri fondatori dell’Europa, tra i quali i cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a “radici cristiane” nel 1950.
La loro intuizione profonda era quella, in cui si voleva unificare l’Europa, intorno all’eguale diritto di tutti e di ciascuno.
Un Europa interetnica, interreligiosa, laica.
Questa è la strada maestra. Riflettiamo profondamente, non stracciamoci le vesti. Liberiamoci da argomenti strumentali.
Il Crocifisso non è un’icona culturale.

Il Cristo Gesù per i credenti, è il Salvatore di tutti e non è sicuramente un simbolo di Divisione.
Anche il fronte “laico commetterebbe un gravissimo sbaglio, servendosi del Pronunciamento per rilanciare una incivile campagna anticristiana.
In questi giorni rispunta l’uso politico della religione cattolica e dei suoi valori. Mussolini soleva dire: “sono cattolico e non cristiano”.
Ci si butta nell’opportunità feconda per guadagnare consensi in una triste stagione dove vince la frammentarietà culturale e etica e le tentazioni identitarie. Vaghe e localistiche.
In tempi postcristiani la religione “trionfa” soprattutto come risorsa identitaria ed etica che la rende più facile preda di forze politiche che vogliono sfruttarla a proprio vantaggio elettorale.

Gesù ha voluto una comunità di seguaci inserita nella “Città” in cui sono “principi irrinunciabili” il perdono, l’amore dei nemici, il servizio agli altri, l’accoglienza, la solidarietà, l’Amore, il Martirio.
Al Cristianesimo servono testimoni non testimonial. Mi chiedo frastornato: come mai così tanto zelo nel difendere il “Crocifisso” nelle scuole non si estende ai nove milioni di poveri, ai precari, ai senza lavoro, ai “senza identità, ai senza casa, ai migranti, ai “Clandestini”, ai Detenuti, alla salute di tutti.
Credo sia l’occasione di porsi domande serie, almeno all’interno delle Comunità Cristiane. C’è autentica conoscenza del fondamento storico della Fede Cristiana in Cristo risorto?
Il Cuore del messaggio Cristiano ha ben poco a che fare con giochi di potere, interessi economici,meschinità travestite da nobili parole, impunità, arroganza,xenofobia,omofobia, razzismo.

La buona “notizia” che può destare la Fede non è affidata a un libro o una pellicola, a professioni ipocrite, ad un crocifisso, ma a Uomini e Donne in carne e ossa : è la “vita” dei Cristiani che deve essere un racconto credibile del Vangelo, un racconto che nessuna “crociata” può sconfessare.
Solamente riconoscendo la pluralità dei valori presenti anche nella Società non cristiana che si può stare nella storia e tra gli Uomini secondo lo Statuto evangelico.( I lettera a Diogneto).

Continueranno i ricorsi, le grida ,le sceneggiate.
C’è una gara per esibirsi “chierichetti” nei confronti dei Vescovi. Non ci credo proprio: l’emergenza grave non è la sentenza del “crocifisso”negato.
Nel mio iter scolastico, dall’asilo al Nautico, il crocefisso era scortato a destra dal Re Vittorio Emanuele III e a sinistra dal Duce.

L’Emergenza gravissima è la tenuta democratica del Paese intero. Termino citando un passaggio del Card. Dionigi Tettamanzi, all’Omelia del 1 novembre al Campo della Gloria del Cimitero monumentale di Milano letta dal Mons. Gianfranco Bottoni.
Parlando dell’Italia di oggi dice: “Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della Democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.”
Non mi preoccupa come finirà l’applicazione del Regio decreto del 1924 che introduceva il “crocifisso” nelle Aule scolastiche.

Vorrei mantenere lucidità di giudizio per concludere che questa sentenza può aiutare tutti a comprendere meglio i segni dei tempi, lo ripeto, in cui la difesa della libertà religiosa non può non preoccupare, con tutto il cuore laico, cristiano il rispetto del pluralismo, e soprattutto può stimolare a vincere le “paure” per affrontare una riflessione più profonda sulla convivenza tra i diversi, considerando la ricchezza, un Bene e un valore proprio questa sua alterità.
Ripartiamo da capo con Umiltà, ogni mattina, davanti alla Croce.
Il Cristiano è abitante della Polis (è un diritto, ma anche un dovere) mentre ha la Sua Cittadinanza nei cieli.
Ecco la Profezia della Fede cristiana.

Genova, 5 novembre 2009 Don Andrea Gallo

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Croce via

Scritto da Dario Fo
mercoledì 04 novembre 2009

Suona scandalo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che, accogliendo la denuncia di una cittadina italiana, dichiara che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. Scandalizza enormemente i cattolici apostolici romani. Ma non i cristiani. Perché ci sono anche i cristiani non apostolici romani che non fanno del predominio del simbolo della croce il loro valore essenziale. Naturalmente è tutt'altro che offensiva per chi è ateo e non ha religione come me, e tantomeno la sento offensiva per chi professa un'altra religione. L'elemento straordinario della sentenza, destinata a destare non solo scandalo ma dibattito e scontro, sta nel fatto che precipita sullo schermo piatto della realtà italiana che vive - vivrà? - nei millenni all'ombra del potere della Chiesa romana. Da questo punto di vista è la critica profonda al simbolo per eccellenza, la croce. Proposto finora come una simbologia imposta, affisso ovunque in scuole, ospedali, uffici come il connotato forte della nostra cultura. Una onnivora cultura di stato. E i cattolici difficilmente molleranno l'idea di essere i gestori della religione di stato. Non a caso però la Corte europea ha aggiunto che proprio la presenza dei crocefissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente segno religioso e dunque potrebbe condizionarli: se incoraggia i bambini già cattolici, può invece essere di condizionamento e disturbo per quelli di altre religioni e per gli atei.



Esplode l'ira del Vaticano, il governo di centrodestra accusa, balbettano dall'opposizione democratica: «È una questione di cultura, di tradizione». Allora apriamo anche il libro nero di queste cultura e tradizione. Il cattolicesimo della Chiesa romana nasconde dietro il crocifisso interpretato come riscatto, una cultura e una storia di violenze, sopraffazioni, guerre. In nome della croce sono stati commessi grandi misfatti, Crociate, Inquisizioni, la rapina e i massacri del Nuovo mondo, la benedizione degli imperi e degli uomini della provvidenza. Pensate che il cattolicesimo ha proibito fino all'Ottocento di tradurre in volgare la Bibbia e il Vangelo.

In nome di quel «segno» si sono commessi i crimini più efferati. E si commettono, con le proibizioni contro il diritto degli uomini a gestire la conoscenza e la libertà individuale e sessuale. Se è la «nostra cultura», come dichiarano l'intrepida ministra Gelmini e il «pontefice» Buttiglione che accusa la sentenza di Strasburgo di essere «aberrante», perché non raccontare il lato oscuro della croce come simbologia di potere? Invece è come se continuassero a dire: lo spazio del visibile, dell'iconografia quotidiana della realtà è mio, lo gestisco io e ci metto le insegne che voglio io. È questo che è sbagliato.

La Conferenza episcopale strilla che si tratta di sentenza «ideologica». Racconti della violenza nella cultura storica della Chiesa romana apostolica, dei roghi contro la ragione eretica che da sola ha fatto progredire l'umanità. Se è l'origine salvifica per tutti che si vuole difendere, allora va accettato e relativizzato al presente, perché in origine esso era solo un segno di riconoscibilità dei luoghi clandestini di preghiera e culto. Non un simbolo imposto, che rischia di richiamare un rituale comunque di morte, contro gli altri, le altre culture, storie, religioni.

Che la realtà che ci circonda, in primo luogo quella formativa della scuola, torni ad essere spazio creativo oltre le religioni, libero per tutti dagli obblighi oppressivi dei valori altrui.

(4 novembre 2009) Il Manifesto
 
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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4...bero&fromSearch

CITAZIONE
«Lasciate che l'Italia e la sua arte si tengano la croce», scrive nel suo blog sul Guardian il critico d'arte Jonathan Jones. Continua a suscitare passioni contrastanti, anche sui media esteri, la condanna dei crocifissi nelle scuole da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo.
E' difficile contestare che il divieto dei crocifissi nelle scuole sia un attacco all'identità nazionale italiana, si legge sul Guardian. «Nessuno che abbia mai guardato l'arte italiana può mettere seriamente in dubbio la profondità, la ricchezza e la popolarità della relazione di questa cultura con la croce». Da giorni il quotidiano britannico dà rilievo alla vicenda ed è tempestato di commenti dei lettori. Jones parla offre il suo punto di vista di esperto d'arte: «Qualsiasi cosa pensiate del cattolicesimo, ha prodotto della bellissima arte» e quest'arte è così «profondamente intessuta» nella cultura italiana che espellerla vuol dire «fare guerra ai diritti umani». «E' un brutto attacco a un tessuto culturale giustamente ammirato in tutto il mondo»

El Pais sottolinea in un editoriale che la presenza del crocifisso a scuola «non serve al pluralismo educativo, lede il principio di neutralità confessionale dello Stato e non rispetta le convinzioni religiose e filosofiche dei genitori degli alunni». Una sentenza di incompatibilità, portata in appello, è stata emanata anche in Spagna. La reazione del governo Berlusconi alla sentenza, secondo El Pais, fa temere che cerchi il modo di eluderla o rinviarne l'attuazione, «come accadde nel caso di Eluana Englaro».

Al governo italiano – continua il quotidiano spagnolo – non è servito «svalutare» il significato religioso del crocefisso ed esaltare invece la sua «simbologia umanista». Non è riuscito a convincere il tribunale, che ha visto nel crocifisso quello che tutti ci vedono, specialmente la Chiesa: un simbolo associato al cattolicesimo.

«Battaglia sul crocifisso nelle scuole italiane», titola Le Monde. Il corrispondente Salvatore Aloïse si è messo all'uscita della scuola elementare Alfredo Baccarini e racconta che la sentenza di Strasburgo «non sembra suscitare agitazione tra i genitori». Raccoglie alcuni commenti: «Francamente la scuola in Italia ha problemi più gravi», «La battaglia va fatta sui temi etici in discussione, come il testamento biologico o la fecondazione artificiale».
Il dibattito «infuria proprio sulla difesa dei valori cristiani», continua Le Monde, registrando una levata di scudi contro «l'ingerenza» della Corte europea dei diritti dell'uomo. La presenza del crocifisso è messa in causa anche al di fuori delle scuole: l'articolo ricorda la battaglia del magistrato Luigi Tosti, che si batte perché scompaia da tutti gli edifici pubblici.

Le Figaro testimonia la «viva indignazione» che continua a suscitare la sentenza, in Vaticano e in tutta Italia. Disapprovazione «unanime» a destra e a sinistra, «a parte qualche comunista». Secondo Le Figaro, è poco probabile che la sentenza abbia effetto. Ma «rischia di rafforzare quelli che hanno paura di un'Italia multietnica e multiculturale e vedono nell'Europa una minaccia alla loro identità nazionale».

«I crocifissi saranno vietati nelle scuole italiane?», si domanda il magazine Usa Time. Secondo il settimanale, il verdetto è solo l'ultimo colpo alle «scolorite» vestigia religiose europee sferrato da Strasburgo, diventata la «capitale ufficiosa del secolarismo». La presenza di questo simbolo cristiano nelle scuole – scrive Jeff Israely – può apparire stridente per chi abita negli Usa e in Gran Bretagna, dove «la separazione tra Chiesa e Stato è tracciata a chiare linee».
Secondo il Time, anche se la decisione della Corte non comporta l'immediata rimozione di tutti i crocifissi italiani, «potrebbe forzare una revisione a livello europeo sull'uso di simboli religiosi nelle scuole pubbliche».

Il settimanale americano osserva come la decisione di Strasburgo sia stata condannata anche da Silvio Berlusconi, divorziato e «notoriamente di liberi costumi». Il giornale fa poi notare che la fede cristiana è in declino in Europa: battaglie «retoriche» come quelle sul crocifisso «maschera il fatto che l'Italia sta diventando sempre più secolare, e che il tessuto etnico e religioso sta subendo grossi cambiamenti con l'arrivo degli immigrati, molti dei quali provenienti da paesi a maggioranza musulmana». Israely conclude con una frecciata alla sempre più «secolarizzata» Francia, dove il divieto di portare il velo o altri simboli religiosi a scuola appare, per le sensibilità anglosassoni, altrettanto strana che i crocifissi appesi ai muri.


Ridono, ma cosa ci sarà mai da ridere? E' un'assenza di pensiero che non puoi condividere!
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Pavia, il crocifisso diventa obbligatorio
ordinanza del sindaco per i luoghi pubblici

A Trivolzio multa di 500 euro per chi non lo espone nei luoghi pubblici
In tutti i luoghi pubblici di Trivolzio (un piccolo comune del Pavese, di un migliaio di abitanti, a pochi chilometri dal capoluogo) è obbligatorio esporre il crocifisso. A deciderlo è stato il sindaco Paolo Bremi, cattolico praticante, vicino alle posizione del centrodestra (ma non si tratta di un leghista).
Bremi ha firmato un'ordinanza che prevede una multa di 500 euro per chi non espone il simbolo cristiano nei luoghi pubblici. Una risposta alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, che invece stabilisce che il crocifisso debba sparire da scuole e Comuni. "Il crocifisso - afferma Bremi - è espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano".
(16 novembre 2009)

 
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CITAZIONE (CiaoSilvia @ 16/11/2009, 23:14)
- è espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano".

veramente?

Un piccolo morso per una donna, ma un grande passo per la rivendicazione dei diritti femminili...
(Chiara)


Peccare fa bene alla salute!

(Federico)


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