CiaoSilviaForum

Reply
acqua privatizzata
view post Posted on 6/11/2009, 13:56Quote
Avatar

PROFFiterol!

Group: supporters
Posts: 16886
Location: senza fissa dimora


Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 13:13


image




Il nodo della questione è tutto lì, nel titolo dell’articolo 15 del decreto legge n.135, o decreto Ronchi, tramutato in legge al Senato appena un giorno fa. È lungo solo una riga ma vale miliardi. Soldi che usciranno dalle tasche dei consumatori e che arriveranno in quelle di pochi grandi gruppi. Il titolo, dunque, recita: «Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica». Che vuol dire?Che l'affidamento della gestione dei servizi pubblici locali avverrà, in via ordinaria, attraverso gare ad evidenza pubblica. Quali sono i servizi indicati? Diversi (gas o trasporto, ad esempio). Ma tra questi uno in particolare: l’acqua. Che con il decreto ha cambiato status. Non più bene pubblico, ma merce. Di «proprietà» dello Stato, dopo una emendamento inserito all’ultimo minuto dal Pd, ma gestita da privati. Un business colossale. Quanto grande? Forse otto miliardi nei prossimi dieci anni. Ma è un calcolo in difetto. E solo parametrato sulla semplice gestione. Senza contare gli investimenti pubblici ed europei. Attualmente in Italia la rete idrica è coperta da circa 110 gestori. Divisi tra i 91 Ato (ambito territoriale ottimale) esistenti. Grosso modo ad ogni Ato corrisponde una provincia. A crearli fu la Legge Galli del 1994. Che per la prima volta aprì anche ai privati. Oggi 64 gestori sono a totale capitale pubblico e servono oltre la metà della popolazione. Il resto è a capitale misto o privato.

Questo fino a mercoledì. Perché nel giro di un anno o al massimo entro il 2012 l'affidamento dei servizi pubblici locali passerà in mano a «imprenditori o società in qualunque forma costituite». Anche con capitale misto dunque, purché «l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio» sia nelle mani del privato che non può «avere una quota inferiore al 40%» della società. Il pubblico può rimanere ma è il privato che decide quanto o come investire. E il privato deve fare profitti. E i profitti si fanno abbassando gli investimenti e alzando le tariffe. In Italia dal 1994 (anno della Galli) al 2005 sono stati investiti 700 milioni di euro l'anno nella rete. Nei dieci anni precedenti oltre 2 miliardi di euro. Nel 2008, secondo l’ultimo rapporto del Co.Vi.RI. relativo a 54 Ato, risultavano realizzati solo il 56% degli investimenti previsti (sei miliardi). Questo, scrive Cittadinanzattiva, a fronte di un’impennata delle tariffe di oltre il 47% negli ultimi 10 anni. Seconde solo al petrolio. In Toscana, ad esempio, dove è più forte la presenza di privati, ogni famiglia spende in media per l’acqua 330 euro all’anno a fronte di una dispersione del 34%. I privati, se non regolamentati, non portano efficienza. NelnostroPaesele società più importanti, per capacità e fatturato, sono sei: la romana Acea, la bolognese Hera, la ligure-piemontese Irenia, la triestina Acegas-Aps, la lombarda A2A e Acquedotto Pugliese. Le prime cinque sono quotate. Sono multiutility a capitale misto dove però è il privato che detta le regole. Questo perché ha i soldi necessari e spesso anche il know how. E con la nuova norma avranno un peso ancora maggiore visto che gli enti locali non potranno avere oltre il 40% del capitale delle società in questione.

L’Italia diventeràun terreno fertile per le multinazionali estere, come le francesi Veolia e Suez, che tra gestione e incroci azionari, si stanno mangiando fette di territorio. Per l’acqua «si assiste - per usare le parole dell’Antitrust - alla sostituzione di monopoli pubblici conmonopoli privati». Si prenda l’esempio di Acea. La società serve il Lazio, una parte della Campania, l’ Umbria, e 4 Ato su sei della Toscana. È il primo operatore nazionale del circuito idrico (ha il 10% del mercato). È controllata al 51%dalComunedi Roma, al10%circa dalla francese GdF-Suez e al 5% dal costruttore Caltagirone. Ma presto il comune di Roma dovrà cedere a privati l’11% della società per unvalore di circa 200 milioni. Lo stesso dovranno fare i comuni emiliani per Hera o quelli di Genova e Torino per la futura Irenia. In totale sul mercato finiranno oltre un miliardo di euro in azioni. Cha andrà ai privati. I quali investiranno per avere un ritorno. E se i piani industriali di 87 Ato mostrano un incremento medio dei consumi di acqua, da qui al 2023, del 17-20%, vuol dire che la privatizzazione dell' acqua la pagheremo noi.

Un piccolo morso per una donna, ma un grande passo per la rivendicazione dei diritti femminili...
(Chiara)


Peccare fa bene alla salute!

(Federico)


image




image

 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 17/11/2009, 19:02Quote
Avatar

Burattinaia

Group: Amministratori
Posts: 26222
Location: Skysilvianet


Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 00:51


Acqua ai privati, il governo mette la fiducia.

Linea dura sull’acqua ai privati. Anche se la Lega mastica amaro. Questa la linea di governo e maggioranza sul decreto Ronchi, che contiene la privatizzazione dei servizi pubblici locali (rifiuti, acqua, trasporto urbano). Come molti avevano previsto il governo ha posto la questione di fiducia. Una blindatura inutile e dannosa, per un provvedimento molto osteggiato e che metterà a rischio l’accesso di tutti i cittadini a prezzi sostenibili a una risorsa essenziale come l’acqua.

OPPOSIZIONE
«Chiediamo di stralciare l’intero articolo 15, che riguarda tutti i servizi locali - spiega Marco Causi del Pd - Ma il vero nodo riguarda proprio il servizio idrico. Stiamo ricevendo migliaia di mail di cittadini preoccupati. Specialmente a nord, dove esistono molte comunità che godono di un servizio pubblico ben funzionante ». Eppure il Carroccio resta silente. Nonè intervenuto nelle sedute in Commissione, e difficilmente parlerà in Aula. Anche se nei corridoi i mugugni nordisti lasciano intendere che questo è solo l’inizio della partita. Ci sarà un voto molto «simbolico», da rivendersi nelle stanze confindustriali, ma poi si lavorerà a smontare la riforma nei due anni successivi. L’intera operazione per la messa in vendita dei servizi, infatti, partirà dal 2011. Proprio questa data indicata nel testo fa da cardine per la pregiudiziale di costituzionalità presentata dal Pd. Non c’è necessità e urgenza, dunque non si comprende l’utilizzo del decreto.

I Democratici hanno anche presentato una proposta di stralcio di tutto il capitolo servizi locali, e un’altra di soppressione. «Faremo un’opposizione dura e intransigente - spiega la vicecapogruppo Marina Sereni - È inaccettabile che il governo in modo frettoloso e pasticciato affronti un tema complesso e articolato come quello delle risorse idriche e dei servizi pubblici locali in un decreto che si occupa di infrazioni rispetto alle normative comunitarie». Insomma, l’opposizione è pronta alle barricate: sulla stessa linea del Pd si schiera anche l’Idv. Il ministro Andrea Ronchi si difende. «Non si tratta, come è stato detto, di una privatizzazione selvaggia, ma progressiva con l'ingresso di privati maanche con precisi paletti», dichiara. In realtà i «paletti» lasciano ampio margine ai privati per avviare lucrosi business sul cosiddetto oro blu. Le disposizioni, infatti, prevedono che per le ex municipalizzate già quotate (un esempio per tutti la romana Acea, in cui il pubblico detiene il 51%)l’azionista pubblico scenda prima al 40% entro il 2013 e poi al 30% entro il 2015. Non è obbligatoria un’offerta pubblica sul mercato: la quota si può cedere anche a trattativa privata. Le nuove norme avrannounimpatto diverso nella geografia frastagliata del nostro Paese. In Puglia, dove la Regione è azionista unico del gigante Acquedotto Pugliese, le novità equivalgono a un terremoto. Tanto che la giunta barese ha già avviato la contraerea, con la minaccia di ricorso alla Corte Costituzionale. In Sicilia, invece, i privati già controllano gran parte del mercato, mentre in Calabria il colosso francese Veolia ha il 47% dell’utility locale. Ma da molte Regioni del centro-nord si moltiplicano appelli perché il governo si fermi.

 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 20/11/2009, 19:29Quote
Avatar

new entry

Group: Member
Posts: 3


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 20:17


Sarebbe assolutamente sbagliato privatizzare l'acqua in quanto essa è un diritto non una merce!

image
image

Dall'insuerrezione risorgerà l'aurora!


image
 
P_MSG P_EMAIL Top
2 replies since 6/11/2009, 13:56
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 





Free Hit Counter PageRankTop.com Registra il tuo sito nei motori di ricerca Gifforyou.com, ricco di gif animate, giochi online, sfondi, directory, top dance e tante altre utilità

Viagginrete viaggi e vacanze Segnalato da Mondochat.it

SEGNALA IL TUO SITO